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AI Mode & SEO: come adattare la tua strategia e vincere

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L’introduzione di Google AI Mode segna un’ulteriore evoluzione della Search Generative Experience (SGE): dalla semplice risposta generativa in SERP (AI Overview) a una modalità di ricerca conversazionale e multimodale, in cui l’utente dialoga con l’AI per risolvere problemi complessi.

Per chi governa SEO e performance digitali, questo significa:

  • rivedere il modo in cui si misura la visibilità;
  • capire come comparire e farsi scegliere in AI Mode (“AI mode SEO” come approccio strategico);
  • definire una roadmap per proteggere e incrementare risultati di business.

Vuoi approfondire come le risposte AI influenzano la ricerca del tuo brand e dei competitor?

Cos’è Google AI Mode e l’impatto sulla SEO

Google AI Mode è una modalità di ricerca che trasforma Google in un motore di ricerca conversazionale:

  • l’utente pone una domanda complessa;
  • AI Mode genera una prima risposta sintetica;
  • l’utente può porre domande successive, raffinare la richiesta, cambiare prospettiva;
  • la conversazione può integrare testo, immagini, video, altre fonti (ricerca multimodale).

Per la SEO, le implicazioni sono immediate:

  • potenziale calo del CTR: se l’utente trova risposte soddisfacenti all’interno della conversazione, potrebbe cliccare meno sui risultati organici tradizionali;
  • riduzione della visibilità dei “10 link blu”: l’attenzione si sposta dal blocco di risultati alla sessione conversazionale;
  • nuovo obiettivo strategico per l’AI mode SEO: diventare una delle fonti privilegiate che l’AI utilizza per costruire e arricchire le sue risposte.

In altre parole, non si tratta solo di “difendere il ranking”, ma di ripensare la SEO per un ambiente in cui la risposta dell’AI è il nuovo punto di partenza.

Differenze: AI Mode vs AI Overviews

Una delle confusioni più frequenti riguarda la distinzione tra AI Mode e AI Overview

 

Dimensione AI Mode AI Overviews
Tipo di esperienza Motore di ricerca conversazionale e multimodale: l’utente dialoga con l’AI, ponendo domande successive. Riassunto AI integrato in cima alla SERP, che risponde in modo sintetico a una singola query.
Posizionamento Vista dedicata/estesa, attivata dall’utente per approfondire. Box generativo che appare sopra i risultati classici per certe ricerche.
Tipo di query ideale Domande complesse, esplorative, multi‑step (pianificare, confrontare, progettare). Query informative e consulenziali con risposta relativamente circoscritta.
Interazione utente Dialogo continuo: follow‑up, chiarimenti, cambio di scenario. Interazione limitata: lettura della sintesi e, se necessario, click sulle fonti.
Ruolo SEO Essere fonte di contenuti complessi, consulenziali e multimodali che supportano il dialogo. Essere citati come fonte nel riassunto AI per domande specifiche.

Capire questa distinzione è fondamentale per impostare una strategia di AI mode e SEO coerente:

  • AI Overview → presidiare le risposte sintetiche;
  • AI Mode → farsi trovare come voce autorevole all’interno di un percorso conversazionale.

Come essere trovati su AI Mode: 3 pilastri

Essere visibili in AI Mode richiede più di un semplice adattamento tattico: serve un framework strategico che unisca autorevolezza, qualità dei contenuti e forza del brand. Di seguito i 3 pilastri dell’AI mode SEO.

Rafforza l’autorevolezza con un approccio E‑E‑A‑T rigoroso

In un contesto conversazionale, l’AI tende a privilegiare fonti che dimostrano in modo chiaro:

  • Esperienza (Experience): casi concreti, risultati, applicazioni reali;
  • Competenza (Expertise): specializzazione su verticali ben definiti;
  • Autorevolezza (Authoritativeness): riconoscimento da parte del mercato (citazioni, backlink da siti rilevanti);
  • Affidabilità (Trustworthiness): informazioni accurate, aggiornate e coerenti.

Azioni per il C‑level:

  • investire in contenuti firmati da esperti con bio visibili e verificabili;
  • pubblicare white paper, report, case study che alimentino la percezione di leadership;
  • curare in modo sistematico la reputazione online (PR digitali, menzioni su media di settore).

Sviluppa contenuti “AI‑friendly”: chiari, strutturati e multiformato

AI Mode vive di conversazioni estese: ha bisogno di contenuti che possano essere riusati e reinterpretati.

Linee guida:

- Chiarezza e struttura

  • contenuti organizzati per domande/risposte, con paragrafi brevi, elenchi, tabelle;
  • sezioni che affrontano sotto‑temi specifici (es. problemi, soluzioni, casi pratici).

    - Approccio multiformato
  • integrare testo, immagini, video, infografiche coerenti tra loro;
  • assicurare che didascalie, trascrizioni, metadati descrivano chiaramente il contenuto (essenziale per la ricerca multimodale).

    - Linguaggio comprensibile ma esperto
  • evitare sia il tecnicismo fine a sé stesso, sia la superficie;
  • parlare la lingua del decision maker, spiegando impatti, rischi, benefici.

In questo modo, si aumenta la probabilità che i contenuti dell’azienda vengano usati dall’AI come “materiale di base” per la conversazione.

Costruisci una solida Brand Authority per diventare una fonte primaria

In AI Mode, la forza del brand diventa un asset ancora più critico: quando l’utente chiede “quali sono i migliori fornitori per…”, l’AI tenderà a citare marchi:

  • già noti;
  • con una presenza coerente su più canali;
  • associati in modo stabile a specifici topic.

Punti chiave:

  • Coerenza tra canali (sito, LinkedIn, media, eventi): stesso posizionamento, stessa narrativa;
  • Presidio dei topic strategici con contenuti di profondità;
  • Visibility mix: combinare SEO, PR digitali, social e contenuti proprietari per alimentare la brand authority complessiva.

L’obiettivo dell’AI mode SEO è fare in modo che, quando l’AI “pensa” a un determinato ambito, il tuo brand sia tra i primi nomi che emergono.

Oltre la SEO tradizionale: prepararsi alla Generative Engine Optimization (GEO)

AI Mode è uno dei contesti in cui si manifesta una trasformazione più ampia: il passaggio dalla Search Engine Optimization (SEO) alla Generative Engine Optimization (GEO).

  • La SEO tradizionale ha come obiettivo principale rankare nelle SERP per keyword definite.
  • La GEO ha come obiettivo essere la fonte autorevole citata nelle risposte generative, su Google e su altri motori AI.

Per un C‑level questo implica:

  • ripensare la SEO come gestione dell’autorevolezza informativa del brand;
  • lavorare sul knowledge graph aziendale (come l’AI “vede” entità, relazioni, prodotti, persone);
  • introdurre KPI nuovi (share of voice nelle risposte AI, accuratezza delle informazioni di brand, contributo della GEO a lead e vendite).

Prepararsi alla GEO significa:

  • integrare AI Mode e AI Overviews nella pianificazione strategica;
  • impostare audit periodici di visibilità AI‑driven;
  • usare la SEO come leva per rendere il patrimonio informativo aziendale comprensibile, verificabile e preferibile per i motori generativi.

FAQ: questioni operative su AI Mode e SEO

Cosa sono la ricerca multimodale e il “query fan‑out”?

  • Ricerca multimodale
    È la capacità dell’AI di comprendere e combinare diversi tipi di contenuto (testo, immagini, video, audio) in un’unica esperienza di ricerca. Per AI Mode significa poter rispondere a domande che coinvolgono, ad esempio, una foto di un prodotto, una descrizione testuale e un video tutorial.
  • Query fan‑out
    È il processo con cui l’AI scompone una domanda complessa in più sotto‑domande (fan‑out) per raccogliere informazioni da varie fonti e poi ricomporle in una risposta coerente. Per la SEO implica progettare contenuti che coprano interi cluster di domande correlate, non solo la query principale.

Si perderà tutto il traffico organico a causa dell’AI Mode?

No. È probabile un impatto su:

  • ricerche puramente informative e top‑funnel,
  • parte del traffico a basso valore.

Ma ci sono anche elementi che giocano a favore:

  • il traffico che arriva dopo aver interagito con l’AI tende a essere più qualificato;
  • le aziende che si muovono per prime su AI mode SEO possono conquistare una quota di visibilità e autorevolezza difficilmente recuperabile dai competitor.

Che differenza c’è tra Google AI Mode e ChatGPT?

Vediamole subito. 

- Google AI Mode

  • è integrato nell’ecosistema Google Search;
  • è pensato per la ricerca informativa e decisionale, con forte legame alle fonti web;
  • usa la conversazione per raffinare la ricerca e guidare l’utente.

    - ChatGPT
  • è un assistente generico disaccoppiato dal motore di ricerca;
  • può essere usato per molteplici compiti (scrittura, brainstorming, coding), non solo per la ricerca;
  • la sua connessione al web dipende dalla versione e dalle integrazioni attive (browser, plugin, ecc.). 

Dal punto di vista SEO, AI Mode è più direttamente connesso a visibilità in Google e a come il brand appare nel journey di ricerca.

È possibile misurare la visibilità all’interno di AI Mode?

La misurazione è ancora in fase evolutiva, ma alcune azioni sono possibili:

  • condurre audit periodici su set di query strategiche, verificando se e come il brand viene citato nelle conversazioni AI;
  • monitorare l’evoluzione di KPI indiretti, come:
    • crescita delle ricerche brandizzate dopo comparsa in contesti AI;
    • variazioni di traffico e conversioni correlate a topic presidiate in AI Mode.

Nel tempo, è verosimile che emergeranno strumenti e metriche più sofisticati; nel frattempo, un approccio sperimentale ma strutturato consente già oggi di capire se la strategia di AI mode SEO sta producendo effetti.

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