SEO per Gemini: implicazioni strategiche per il posizionamento di mercato
L’integrazione del modello Gemini nell’ecosistema di ricerca di Google rappresenta una discontinuità tecnologica che ridefinisce le fondamenta del posizionamento digitale. Per il management, comprenderne l’impatto non è un tema puramente tecnico, ma una priorità strategica che influenza la visibilità del brand, la generazione di lead e la percezione sul mercato.
L’obiettivo non è più semplicemente “posizionarsi su Google”, ma diventare una fonte autorevole per i modelli generativi che alimentano gli AI Overviews. La SEO per Gemini richiede quindi un salto di maturità: dal lavorare su singole keyword al governare entità, autorevolezza e Generative Engine Optimization (GEO) con un approccio misurabile.
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Da ricerca a conversazione: cos’è Gemini e l’impatto sulla SEO
La Search Generative Experience (SGE), alimentata da Gemini, modifica in profondità l’interazione tra persone e motore di ricerca. Non si tratta di un semplice aggiornamento dell’algoritmo, ma di una trasformazione dell’interfaccia: da una lista di “10 link blu” a una risposta unica, conversazionale e contestualizzata, prodotta dall’AI.
Questa dinamica genera due effetti principali:
- Disintermediazione del traffico
Gli AI Overviews forniscono risposte dirette riducendo la necessità di cliccare sui risultati. Per molte query informative si osserva una contrazione del traffico organico verso i siti, anche in presenza di buone posizioni tradizionali. - Concentrazione dell’autorità
Gemini attinge a molte fonti, ma tende a citare solo quelle ritenute più affidabili, strutturate e coerenti. Essere inclusi in questa sintesi diventa il nuovo “ranking zero”: meno click, ma maggiore impatto sulla brand authority.
Per i team marketing e SEO, la domanda non è se la SEO sopravviverà, ma come deve evolvere per presidiare questo nuovo livello di visibilità: essere usati come fonte negli AI Overviews, non solo comparire tra i risultati organici.
I 3 pilastri della nuova SEO: E‑E‑A‑T, entità e topical authority
Per diventare una fonte attendibile per Gemini, la strategia di SEO per AI deve poggiare su tre pilastri strettamente interconnessi, che spostano il baricentro dalla singola pagina alla reputazione complessiva del dominio.
Perché l’E‑E‑A‑T è il requisito base
I concetti di Esperienza, Competenza, Autorevolezza e Affidabilità (E‑E‑A‑T) passano da raccomandazioni qualitative a criteri di valutazione algoritmica. I modelli generativi non si limitano a leggere il testo: cercano evidenze concrete che attestino la credibilità di chi pubblica.
Una strategia di E‑E‑A‑T SEO per Gemini dovrebbe includere:
- Profilazione chiara degli autori
Bio dettagliate, ruoli, titoli, storico delle pubblicazioni, presenza coerente su canali esterni. - Dati aziendali verificabili
Numeri, risultati, riconoscimenti, partnership, presentati in modo trasparente e coerente. - Citazioni e menzioni autorevoli
Collegamenti da media di settore, enti istituzionali, università o associazioni che rafforzano la credibilità.
In questo modo, l’affidabilità non resta un concetto astratto ma diventa un asset misurabile, che aumenta le probabilità di essere scelti da Gemini come fonte per gli AI Overviews.
Dal keyword stuffing alla gestione delle entità
Con Gemini, Google ragiona sempre meno in termini di keyword isolate e sempre più in termini di entità (brand, prodotti, persone, luoghi, concetti) e delle relazioni tra di esse. La SEO per Gemini deve quindi spostarsi:
- dalla semplice ottimizzazione per parole chiave,
- alla gestione strutturata delle entità nel Knowledge Graph di Google.
Questo implica:
- definire chiaramente, tramite contenuti e dati strutturati (Schema.org), chi è l’azienda, cosa fa, in quali mercati opera;
- assicurare coerenza informativa cross‑canale (sito, social, schede prodotto, directory, media);
- ridurre ambiguità e incoerenze che potrebbero indurre l’AI a preferire altre fonti.
L’obiettivo è che il brand sia riconosciuto da Gemini come entità informativa stabile e affidabile, non solo come un dominio fra tanti.
Costruire la topical authority per diventare fonte attendibile
La Topical Authority è la capacità di un dominio di essere riconosciuto come fonte di riferimento per un intero argomento, non solo per una singola query. Per Gemini questo è un segnale chiave:
- un sito che copre un tema con cluster di contenuti interconnessi (pillar + articoli di approfondimento) viene percepito come punto di riferimento complessivo;
- ciò ne aumenta la probabilità di essere utilizzato come base per le risposte generative su tutte le query correlate.
Costruire topical authority significa:
- mappare i topic strategici del settore e le domande chiave del pubblico;
- sviluppare contenuti verticali e complementari che coprano il tema in profondità;
- collegare in modo logico questi contenuti tra loro e con le pagine di prodotto/servizio.
In sintesi, la nuova SEO per Gemini non mira solo a presidiare le keyword, ma a dominare la conversazione su specifici argomenti, diventando la fonte preferenziale dell’AI.
Checklist operativa: ottimizzare i contenuti per gli AI Overviews
Accanto al framework strategico, è necessario un set di azioni pratiche per rendere i contenuti pronti per gli AI Overviews. La seguente checklist supporta i team SEO e content nella fase di execution.
Scrivere con approccio “answer‑first”
- Aprire il contenuto con una risposta chiara e sintetica alla domanda principale.
- Utilizzare subito definizioni e takeaway chiave, rinviando i dettagli a paragrafi successivi.
Strutturare il contenuto in modo logico
- Organizzare il testo con H2/H3 descrittivi, elenchi puntati ed esempi.
- Integrare FAQ, tabelle, schemi per rispondere a domande specifiche in blocchi facilmente estraibili dall’AI.
Implementare dati strutturati pertinenti (Schema.org)
- Applicare markup come Article, FAQPage, HowTo, Organization, Product a seconda del tipo di contenuto.
- Utilizzare lo schema per disambiguare entità e relazioni, rendendo più semplice per Gemini interpretare correttamente le informazioni.
Gestire in modo strategico i Preview Controls (nosnippet, ecc.)
- Valutare se limitare la visualizzazione di porzioni di contenuto particolarmente sensibili o ad altissimo valore, per evitare che vengano interamente “assorbite” nell’AI Overview.
- Bilanciare esposizione come fonte e necessità di generare traffico verso le pagine chiave.
Allineare contenuti e intenti di ricerca conversazionali
- Analizzare query a coda lunga e in linguaggio naturale per capire come gli utenti formulano le domande.
- Adattare titoli e testi per rispondere non solo alla keyword, ma all’intento informativo e decisionale sottostante.
Una checklist di questo tipo consente di trasformare le pagine esistenti in contenuti AI‑ready, ottimizzati per essere trovati, compresi e potenzialmente citati negli AI Overviews.
Misurare il successo: nuovi KPI nell’era della GEO (o Generative Engine Optimization)
La Generative Engine Optimization (GEO) amplia il perimetro della SEO tradizionale: non basta più monitorare traffico e ranking, occorre misurare in che misura il brand influenza le risposte generative.
Alcuni KPI chiave per valutare la SEO per Gemini:
| KPI | Descrizione / Formula sintetica | Impatto di business |
| Frequenza di citazione (Citation Rate) | (Numero di menzioni del brand negli AI Overviews / Numero totale di query pertinenti monitorate) × 100 | Misura la visibilità del brand come fonte per l’AI, con effetto diretto sulla percezione di autorevolezza nel mercato. |
| Visibilità dell’entità (Entity Visibility Score) | Valutazione della presenza dell’entità (brand/prodotto/persona) nel Knowledge Graph e nelle risposte generative | Indica la solidità della presenza digitale: una maggiore visibilità come entità si traduce in più fiducia da parte dell’AI e degli utenti. |
| Quota di influenza (Share of Influence) | Analisi qualitativa del sentiment e del contesto in cui il brand viene citato dall’AI | Valuta se il brand è posizionato come leader di pensiero o semplice comparsa, con impatto su brand equity e vantaggio competitivo. |
Questi indicatori vanno integrati con:
- l’analisi delle pagine “sacrificate” (contenuti che portano meno click ma rafforzano la presenza negli AI Overviews);
- l’evoluzione delle branded search e delle ricerche correlate al brand;
- la correlazione tra crescita dell’autorevolezza generativa e performance commerciali (lead, opportunità, quota di mercato).
Conclusione sulla SEO per Gemini
L’arrivo di Gemini non segna la fine della SEO, ma la sua evoluzione verso una disciplina più strategica e centrata sulla costruzione di autorevolezza verificabile. La sfida per le organizzazioni è passare da una logica di “caccia al ranking” a una di “presidio dell’influenza” all’interno delle risposte fornite dall’intelligenza artificiale.
Il presidio degli AI Overviews diventerà uno dei principali terreni di competizione per il vantaggio competitivo digitale. Le aziende che oggi strutturano la propria governance informativa, investono in E‑E‑A‑T, gestione delle entità, topical authority e adottano una GEO misurabile saranno quelle che guideranno la conversazione di domani.
FAQ: implicazioni strategiche della SEO per Gemini
Cosa può fare Gemini di Google per la ricerca?
Gemini permette a Google di sintetizzare informazioni complesse provenienti da più fonti per fornire una risposta diretta e contestualizzata alle domande degli utenti. In questo modo supera il modello basato esclusivamente su “10 link blu” e introduce una modalità in cui è l’AI a selezionare, combinare e presentare i contenuti ritenuti più affidabili.
Quali sono le tecniche SEO più efficaci per l’AI?
Le tecniche di SEO per AI più efficaci in ottica Gemini includono:
- rafforzare l’E‑E‑A‑T (esperienza, competenza, autorevolezza, affidabilità);
- costruire topical authority su cluster tematici strategici;
- ottimizzare la base tecnica con dati strutturati Schema.org coerenti;
- progettare contenuti AI‑ready, strutturati in logica answer‑first, con FAQ, elenchi e tabelle.
L’obiettivo è rendere il sito una fonte chiara, verificabile e facilmente utilizzabile dall’AI negli AI Overviews.
I dati strutturati (Schema.org) sono ancora importanti con Gemini?
Sì, più che mai. I dati strutturati aiutano Gemini a comprendere in modo inequivocabile:
- quali entità sono presenti (brand, prodotti, persone);
- come sono in relazione tra loro;
- quali fatti e attributi le caratterizzano.
Questa chiarezza semantica aumenta la probabilità che il brand venga riconosciuto come fonte affidabile e utilizzato negli AI Overviews e nelle altre risposte generative.
Cos’è la GEO (Generative Engine Optimization)?
La GEO (Generative Engine Optimization) è la disciplina che si occupa di ottimizzare i contenuti digitali affinché vengano trovati, compresi e citati come fonti autorevoli dai motori di ricerca generativi, come gli AI Overviews di Google o altri assistant basati su LLM. Integra SEO, content strategy e data governance, con l’obiettivo di mantenere il brand centrale nelle risposte dell’AI, anche in presenza di un minor numero di click.
