L’avvento di motori generativi e piattaforme conversazionali – come Google AI Overviews, ChatGPT o Perplexity – sta ridefinendo la visibilità online.
Sempre più utenti ricevono una risposta diretta dall’AI e non cliccano più sui risultati tradizionali: secondo diverse ricerche internazionali, oltre il 70% dei consumatori ha già utilizzato strumenti AI per cercare informazioni o valutare prodotti/servizi. In questo scenario, la domanda chiave per un CMO o un Head of Digital diventa:
“Quando un utente chiede qualcosa alla GenAI sul mio brand, cosa viene detto? E rispetto ai miei competitor?”
Un AI Visibility Audit risponde a questa domanda.
Non è un semplice SEO report, ma il primo passo di una strategia di Generative Engine Optimization (GEO): consente di capire come i motori AI oggi rappresentano il brand, dove si è visibili, dove si è assenti e qual è il rischio di perdere traffico e opportunità a favore dei competitor già citati.
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Perché la visibilità sui motori AI è una priorità (e non più un’opzione)
La visibilità sui motori AI non è un tema tecnico per addetti ai lavori, ma una priorità di business per chi governa marketing e innovazione.
Elementi chiave:
- Cambiamento del comportamento di ricerca
Gli utenti si abituano a porre domande complete (es. “migliori fornitori B2B per [settore]”) e a ricevere una risposta unica dall’AI. Se il brand non viene citato, di fatto non esiste in quella conversazione. - Rischio di disintermediazione del traffico organico
Anche con buoni posizionamenti SEO, una quota crescente di ricerche informative e consulenziali viene soddisfatta direttamente in SERP o in chat. Il rischio è una riduzione della pipeline generata dalla ricerca organica senza capire esattamente dove e perché. - Nuova arena competitiva: la GEO
La Generative Engine Optimization (GEO) non sostituisce la SEO, ma la estende:
- SEO → presidia la SERP tradizionale;
- GEO → presidia le risposte dell’AI, influenzando il modo in cui il brand viene descritto, confrontato e consigliato.
Un AI visibility audit permette di passare da una gestione reattiva (“stiamo perdendo traffico, perché?”) a una gestione proattiva: mappare dove si è presenti, dove no, con quale narrativa e con quale rischio zero‑click.
Il nostro audit di visibilità AI: cosa analizziamo e quali insight riceverai
L’AI Visibility Audit è progettato per fornire una fotografia completa e azionabile della presenza del brand nei motori AI. L’analisi si articola in quattro pilastri, ognuno con deliverable chiari e benefici concreti.
Analisi competitiva e benchmark di visibilità
Obiettivo: capire come il brand si posiziona rispetto ai competitor nelle risposte AI.
Analizziamo:
- la Share of Voice AI: quante volte il brand viene citato rispetto ai concorrenti;
- i topic e le query presidiate dai competitor ma non dal brand (knowledge gap);
- le fonti e i contenuti dei competitor che l’AI predilige.
Output per il C‑level: un benchmark competitivo che mostra:
- dove i competitor stanno già influenzando la narrativa dell’AI;
- su quali argomenti l’azienda ha spazio di sorpasso e dove è urgente recuperare.
Report dei gap di visibilità e piano d’azione
Obiettivo: trasformare l’analisi in decisioni e priorità.
Consolidiamo i risultati dei pilastri in:
- una mappa dei gap di visibilità (topic, query, segmenti poco o mai presidiati);
- la stima del traffico e delle opportunità a rischio a causa di zero‑click e mancata citazione;
- una roadmap di interventi prioritari: contenuti da creare/ottimizzare, azioni su dati strutturati, iniziative GEO.
Output per il C‑level: un report esecutivo che traduce l’audit in:
- quick win e progetti di medio periodo;
- stime di impatto potenziale su lead, pipeline e brand equity.
Dal report alla strategia: il nostro approccio metodologico
L’AI Visibility Audit non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso GEO. Per evitare che il report resti “sulla scrivania”, utilizziamo un processo strutturato – ispirato al framework proprietario di Digital360 Connect, Everloop – articolato in due fasi principali.
Fase 1: Discovery & Audit multi‑piattaforma
In questa fase costruiamo una visione completa di come il brand è rappresentato nei principali motori AI.
Attività chiave:
- definizione di un set di query strategiche (per prodotto, industry, use case);
- analisi sistematica delle risposte su ChatGPT, Gemini, Perplexity e altri motori generativi rilevanti;
- classificazione delle risposte per:
- impatto potenziale sul business,
- presenza/assenza del brand,
- sentiment e rischio zero‑click.
Risultato: una mappa dettagliata della visibilità AI‑driven, arricchita da un opportunity scoring che evidenzia dove intervenire prima.
Fase 2: Strategia e ottimizzazione GEO
A partire dall’audit, costruiamo una GEO Strategy & Content Roadmap che collega i risultati alle azioni operative.
Attività chiave:
- quantificazione del business impact (traffico e lead a rischio, potenziale di crescita su topic scoperti);
- definizione di una strategia GEO che integra:
- aggiornamento dei contenuti esistenti per renderli AI‑friendly;
- creazione di nuovi asset mirati a colmare i knowledge gap;
- interventi su dati strutturati, knowledge base e fonti informative;
- prioritarizzazione delle iniziative in funzione di impatto vs effort.
Risultato: un piano GEO operativo, con fasi, responsabilità e KPI, che consente al C‑level di governare la transizione dalla SEO classica alla visibilità nei motori AI.
Confronto tra approcci: analisi SEO tradizionale vs AI Visibility Audit
Per chiarire il valore aggiunto dell’audit di visibilità AI rispetto a un audit SEO tradizionale, sintetizziamo le differenze lungo alcune dimensioni chiave.
| Parametro di valutazione | Analisi SEO tradizionale | AI Visibility Audit (metodologia Everloop) |
| Obiettivo principale | Posizionamento nella SERP (lista di link). | Essere citati come fonte autorevole nelle risposte AI. |
| Metriche chiave | Ranking, CTR, backlink, performance tecniche. | Frequenza di citazione, Share of Voice AI, sentiment, rischio zero‑click. |
| Focus dell’analisi | Keyword, struttura del sito, velocità, errori tecnici. | Qualità semantica, autorevolezza, dati strutturati, rappresentazione del brand nelle risposte. |
| Approccio competitivo | Analisi del ranking dei competitor. | Analisi delle fonti usate dall’AI per parlare dei competitor e confronto di narrativa. |
| Output finale | Elenco di ottimizzazioni tecniche e di contenuto. | Strategia GEO con roadmap di contenuti e interventi strutturali, priorità e stima impatto. |
Per un C‑level, la differenza sostanziale è che l’AI Visibility Audit non si limita a migliorare “come appare il sito in SERP”, ma governa “come l’AI racconta il brand” in un ambiente dove l’utente vede solo una risposta sintetica.
Domande frequenti (FAQ) sull’AI Visibility Audit
Che cos’è la Generative Engine Optimization (GEO)?
La Generative Engine Optimization (GEO) è la disciplina che ottimizza le fonti informative di un brand (sito web, knowledge base, dati strutturati, contenuti editoriali) per massimizzare la probabilità di essere citato in modo accurato e positivo dalle risposte dei motori AI.
L’AI Visibility Audit è il primo passo di ogni strategia GEO: fornisce la base dati necessaria per sapere da dove si parte e dove intervenire.
Su quali piattaforme AI misurate la visibilità?
L’audit copre i principali modelli linguistici e motori di ricerca generativi, tra cui:
- ChatGPT (OpenAI)
- Gemini (Google)
- Perplexity
e, a seconda del settore, altri sistemi emergenti. Questo garantisce una copertura completa dello scenario attuale, senza limitarsi a un singolo fornitore.
Qual è la differenza tra un AI Visibility Audit e un audit SEO tradizionale?
Un audit SEO tradizionale si concentra sul:
- posizionamento nei risultati organici,
- performance tecnica del sito,
- struttura delle pagine e profilo backlink.
L’AI Visibility Audit analizza invece:
- come il brand e i suoi contenuti vengono rappresentati nelle risposte AI;
- con quale frequenza viene citato rispetto ai competitor;
- quali informazioni vengono riportate (e con che tono).
È quindi complementare all’audit SEO e indispensabile per operare nella logica della GEO.
Quanto tempo è necessario per ricevere il report dell’audit?
Il processo di analisi e reporting richiede solitamente alcuni giorni lavorativi, in funzione:
- dell’ampiezza del perimetro (numero di brand, mercati, linee di prodotto);
- del numero di piattaforme AI considerate.
L’output è un report esecutivo completo di:
- analisi dei dati;
- benchmark competitivo;
- raccomandazioni strategiche e operative per avviare il percorso GEO.
