Chi cerca «accessibilità siti web» trova soprattutto normativa e consigli tecnici. Nei progetti, l'accessibilità dei siti web entra quasi sempre dalla porta sbagliata: un audit dopo il lancio, un elenco di errori, una correzione pagina per pagina. Il rischio legale è già stato analizzato a partire dalla condanna di Carrefour per un sito non accessibile, e qui non viene ripreso.
Questo articolo guarda l'altra metà del problema: dove si decide l'accessibilità, con quale standard, e chi la presidia quando il progetto è chiuso e il sito continua a cambiare.
Key takeaways
- Lo European Accessibility Act si applica a servizi precisi, non a ogni sito aziendale: il perimetro va letto sulla norma, caso per caso.
- Quasi tutti gli errori di accessibilità nascono in poche decisioni di sistema, prese una volta nel design system, nei componenti e nei template.
- Lo standard di progetto più solido oggi è WCAG 2.2 livello AA, con verifica di conformità su EN 301 549.
- Senza un responsabile, controlli nel ciclo di pubblicazione e KPI, l'accessibilità si degrada a ogni rilascio.
Che cosa chiede lo European Accessibility Act e a chi
In Italia lo European Accessibility Act è stato recepito con il D.Lgs. 82/2022, che all'articolo 1 fissa i requisiti per i prodotti e i servizi immessi sul mercato dal 28 giugno 2025. L'elenco dei servizi è circoscritto: comunicazione elettronica, accesso ai media audiovisivi, siti web, app e biglietteria del trasporto passeggeri, servizi bancari per consumatori, e-book, commercio elettronico (Fonte). Lo stesso articolo esclude anche i contenuti d'archivio non aggiornati dopo quella data e i file d'ufficio pubblicati prima.
Due precisazioni contano. Le microimprese che forniscono servizi sono esentate dai requisiti (Fonte). E fino al 28 giugno 2030 i fornitori di servizi possono continuare a usare i prodotti già in uso prima del 28 giugno 2025 (Fonte).
Accanto all'EAA resta la Legge 4/2004, che obbliga anche i privati che offrono servizi al pubblico tramite sito o app con un fatturato medio triennale oltre 500 milioni di euro. L'autorità di vigilanza è AgID, che verifica la conformità sulla norma UNI CEI EN 301549 e sui criteri WCAG (Fonte).
| Situazione dell'azienda | Riferimento | Che cosa implica per il progetto del sito |
|---|---|---|
| Vende online a consumatori o offre servizi bancari al consumo | D.Lgs. 82/2022 | Requisito di legge su sito, app e percorso di acquisto |
| Microimpresa che fornisce servizi | D.Lgs. 82/2022, esenzione | Nessun obbligo diretto; il requisito può arrivare da clienti e gare |
| Privato con servizi al pubblico online e fatturato medio oltre 500 milioni | Legge 4/2004, vigilanza AgID | Conformità verificata e dichiarata |
| Sito corporate B2B senza vendita ai consumatori | Spesso fuori dal perimetro diretto | Il requisito arriva da capitolati, gruppi e mercati esteri |
La tabella ha valore orientativo e non sostituisce un parere legale: il perimetro va verificato sui servizi che l'azienda eroga davvero. Dove l'obbligo non c'è, l'accessibilità del sito web può arrivare comunque come requisito da clienti enterprise o bandi.
Accessibilità siti web: perché costa di più quando arriva dopo
Il rapporto WebAIM Million 2026, su un milione di home page, rileva errori WCAG in 95,9 pagine su 100, con una media di 56,1 errori per pagina. Il 96% degli errori ricade in sei categorie: testo a basso contrasto (83,9% delle pagine), immagini senza testo alternativo (53,1%), campi dei moduli senza etichetta (51%), link vuoti (46,3%), pulsanti vuoti (30,6%), lingua del documento non dichiarata (13,5%) (Fonte).
Letta da chi governa un progetto, la lista dice che quasi nessuno di quegli errori nasce su una singola pagina. Il contrasto si decide nella palette, etichette e pulsanti nel componente, la lingua nel template; testo alternativo e testo dei link sono abitudini editoriali.
Per questo il retrofit costa di più. Un errore scritto in un componente si replica su ogni pagina che lo usa: correggerlo a valle significa intervenire su ogni istanza e ripetere i test. Corretto alla fonte, si risolve una volta.
Dove si decide l'accessibilità: design system, componenti, contenuti
In un progetto, ogni decisione sull'accessibilità dei siti web va assegnata a un livello e a un responsabile.
| Livello | Decisione da prendere | Chi la prende | Errori che previene |
|---|---|---|---|
| Design system | Palette con rapporti di contrasto verificati, stato di focus visibile, dimensioni minime dei target | Design lead | Basso contrasto, focus invisibile |
| Componenti | Etichette dei campi, nome accessibile di pulsanti e link, gestione di finestre modali e menu | Front-end lead | Campi senza etichetta, pulsanti e link vuoti |
| Template | Lingua del documento, struttura dei titoli, punti di riferimento della pagina | Sviluppo | Lingua mancante, gerarchia confusa |
| Contenuti | Testo alternativo, testo dei link, titoli in ordine, documenti scaricabili | Content owner | Immagini senza alternativa, link generici |
Design system e componenti: il requisito scritto una volta
Nel design system l'accessibilità diventa una regola verificabile: il contrasto nei token di colore, il focus nello stile di base, il comportamento da tastiera nella specifica di ogni componente. Lo stesso sistema che garantisce coerenza fra componenti, regole e produzione generativa può portare con sé i criteri di accessibilità, purché siano scritti come condizione di rilascio del componente.
Contenuti: la parte che cambia ogni giorno
Ogni pubblicazione può introdurre un'immagine senza alternativa, un link generico ripetuto dieci volte, un PDF non accessibile. La difesa è una checklist editoriale breve dentro il CMS e una formazione minima per chi pubblica.
Quale standard adottare nel progetto: WCAG 2.1, WCAG 2.2 ed EN 301 549
La norma armonizzata EN 301 549 v3.2.1 attinge in larga parte dalle WCAG 2.1. Le WCAG 2.2, pubblicate il 5 ottobre 2023, non sono ancora entrate in una versione armonizzata della norma, ma non introducono incompatibilità rispetto alla 2.1 (Fonte).
La scelta pratica è progettare su WCAG 2.2 livello AA e verificare la conformità su EN 301 549. I criteri aggiunti dalla 2.2, fra cui focus non nascosto, dimensione minima dei target e autenticazione accessibile (Fonte), toccano i componenti che un sito B2B usa di più: form, aree riservate, configuratori.
Lo standard entra nel progetto con il capitolato. Quando si decide quando rifare il sito aziendale va fra i requisiti di partenza; in un replatforming del sito B2B la capacità di CMS e fornitore di produrre componenti conformi diventa criterio di selezione. Tre clausole fanno la differenza:
- standard e livello dichiarati (WCAG 2.2 AA, verifica su EN 301 549);
- criteri di accettazione per componente, con test da tastiera e con lettore di schermo;
- obbligo di conformità esteso a widget, moduli e servizi di terze parti integrati nel sito.
Website governance: ruoli, controlli e KPI dopo il rilascio
Un sito conforme al lancio perde conformità a ogni rilascio non presidiato. Per l'accessibilità del sito web, la website governance richiede un responsabile con autorità sul rilascio, una definizione di "fatto" che includa i criteri di accessibilità e un ciclo di controlli automatici e manuali.
I test automatici intercettano una parte degli errori, compresi quelli introdotti da widget e servizi di terze parti, e stanno nel ciclo di rilascio, come le Core Web Vitals nel monitoraggio della performance. I percorsi che producono valore (contatto, registrazione, area clienti, acquisto) richiedono una verifica manuale periodica, da tastiera e con tecnologie assistive. Le segnalazioni degli utenti richiedono un canale e un tempo di risposta dichiarato.
| KPI | Formula | Impatto business |
|---|---|---|
| Copertura del design system | Componenti conformi / componenti in uso | Le nuove pagine nascono conformi |
| Errori sui percorsi chiave | Errori rilevati sui percorsi di conversione, rispetto alla baseline | Nessun contatto perso per una barriera evitabile |
| Contenuti conformi alla pubblicazione | Pubblicazioni con checklist superata / pubblicazioni totali | Meno interventi correttivi |
| Tempo di risoluzione delle segnalazioni | Giorni medi fra segnalazione e correzione | Rischio reputazionale contenuto, prova di presidio |
Nei progetti web di Digital360 Connect la conformità del componente è una condizione di rilascio, verificata nello stesso controllo di performance e SEO.
Conclusione
Il perimetro normativo stabilisce chi è obbligato. Il costo e la durata della conformità li stabiliscono invece due scelte di metodo: dove si scrivono i requisiti e chi li presidia dopo il lancio.
Domande frequenti sull'accessibilità dei siti web
Il sito corporate di un'azienda B2B rientra nello European Accessibility Act?
Spesso no, se il sito non vende ai consumatori e non eroga i servizi elencati dal D.Lgs. 82/2022. La verifica va fatta caso per caso con un legale.
Quali sono i quattro principi dell'accessibilità web?
Secondo le WCAG del W3C, contenuti e interfacce devono essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti, cioè interpretabili anche dalle tecnologie assistive.
Come si verifica se un sito web è accessibile?
La verifica combina strumenti automatici, che rilevano gli errori ricorrenti, test manuali da tastiera e con lettore di schermo sui percorsi principali, e una revisione periodica dei contenuti pubblicati.
Chi deve occuparsi dell'accessibilità del sito in azienda?
L'owner del sito, con autorità sul rilascio. Design, sviluppo e content owner prendono le decisioni del proprio livello.
