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L’importanza di targeting e retargeting per le social ads

Per creare campagne pubblicitarie sui social network è fondamentale conoscere il significato di targeting e retargeting.

Non solo gli esperti di social ads devono padroneggiare questi concetti, ma dovrebbero essere noti a tutti i professionisti del digital marketing e agli imprenditori che decidono di investire budget sull’advertising. Capire la differenza e l'utilizzo strategico di questi strumenti è la base per evitare sprechi di risorse e massimizzare il ROI.

In questo articolo analizzeremo le definizioni, le differenze e i benefici di targeting e retargeting applicati a una strategia moderna.

È il momento di ripensare le strategie e prepararsi ai cambiamenti in atto

Cosa significa targeting e come funziona oggi

Per capire cos’è il targeting basta partire dalla traduzione letterale: "bersaglio" o "obiettivo".

Il targeting per social media consiste in un sistema avanzato di selezione delle caratteristiche degli utenti che permette di mostrare annunci e post esclusivamente a un pubblico mirato, evitando la dispersione tipica dei media generalisti (come la TV).

Le piattaforme social (LinkedIn, Meta, Google) mettono a disposizione dell’inserzionista potenti strumenti per definire l'audience. Nel contesto B2B odierno, le opzioni più rilevanti non sono più solo demografiche, ma comportamentali e professionali:

  • Dati firmografici: Settore aziendale, dimensioni dell'azienda, fatturato.
  • Dati professionali: Job Title (es. Responsabile Acquisti), Anzianità lavorativa, Competenze.
  • Interessi business: Argomenti seguiti, gruppi di discussione, partecipazione a eventi di settore.
  • Lookalike Audiences (Pubblici Simili): La capacità degli algoritmi di trovare nuovi utenti che hanno caratteristiche simili ai tuoi migliori clienti attuali.

Combinando con sapienza questi fattori, si restringe il pubblico a cui mostrare l'annuncio, aumentandone drasticamente la pertinenza e l'efficacia.

Cosa significa retargeting e perché è cruciale

Se il targeting permette di inquadrare il pubblico freddo a cui vogliamo rivolgerci, il retargeting è un mirino di precisione per il pubblico caldo.

Il retargeting (o remarketing comportamentale) si basa sul tracciamento delle azioni di un utente sul sito web o sull'app. Tecnologicamente, questo avviene attraverso l'inserimento di un codice (Pixel o Tag) e, sempre più spesso, tramite integrazioni server-side (API) per superare i limiti dei cookie e delle normative sulla privacy.

In sintesi, la tattica del retargeting serve a mostrare annunci personalizzati a utenti che hanno già interagito con il brand, visitando specifiche pagine web o compiendo determinate azioni (es. download di un white paper).

Differenza tra remarketing e retargeting

Spesso i termini vengono confusi. Ecco una distinzione utile per una strategia strutturata:

  • Retargeting: Si focalizza principalmente sui cookie/pixel e serve a inseguire utenti anonimi o visitatori del sito tramite annunci display e social ads. L'obiettivo è riportarli sul sito per convertirli.
  • Remarketing: Si basa solitamente sui dati di contatto già posseduti (es. indirizzo email). Serve a riagganciare prospect o clienti inattivi tramite email marketing, automazioni o caricamento di liste clienti (Customer Match) sulle piattaforme pubblicitarie.

L'applicazione nel funnel B2B: dal traffico al nurturing

Il retargeting non serve solo a "vendere subito". Nel B2B, dove i cicli di vendita sono lunghi, è uno strumento fondamentale di Lead Nurturing.

Immaginiamo un percorso utente tipico:

  1. Un prospect visita un articolo del blog su un problema specifico (Fase Awareness).
  2. Esce senza compilare form.
  3. Il retargeting su LinkedIn gli mostra un Case Study o un invito a un Webinar sullo stesso tema (Fase Consideration), non una richiesta di acquisto diretta.
  4. L'utente clicca, scarica il contenuto e entra nel CRM.

L’efficacia di questo sistema è dovuta alla coerenza tra l'interesse dimostrato dall'utente e il contenuto proposto successivamente.

Bisogna considerare un dato: circa il 95% degli utenti che visitano un sito B2B per la prima volta non è pronto all'acquisto immediato. Il retargeting serve a intercettare proprio questo enorme bacino di potenziali clienti, mantenendo il brand "top of mind" e accompagnandoli gradualmente verso la conversione.